PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_04_2015

La palazzina Comando (foto Simone Lopez)

La palazzina Comando (foto Simone Lopez)

Un altro smacco alla Rossani per superFuksas _ L’accordo per Mediateca e Biblioteca

Avevano cominciato a parlarne già a dicembre scorso. Comune di Bari e Regione Puglia hanno anche costituito un gruppo tecnico, con i loro funzionari. Insomma, la scelta dei due edifici della ex caserma Rossani in cui trasferire la Teca del Mediterraneo e la Mediateca Regionale non è solo una scelta politica, ma poggia su concrete valutazioni degli spazi disponibili e sulla verifica dei fabbisogni delle due istituzioni culturali.

Come anticipato ieri in queste pagine, gli edifici scelti sono quelli indicati nelle planimetrie con le lettere A e F: per chiarezza diciamo che sono due dei tre edifici che tagliano a metà – da corso Benedetto Croce a via Giulio Petroni – l’area della ex caserma destinata a diventare un parco urbano. Il terzo edificio è quello occupato dal collettivo che ha realizzato la libreria sociale, il cine-teatro, la palestra popolare ed altre attività autogestite. Per la parte a nord di questa fila di edifici, confinante con via De Bellis, il Comune ha commissionato all’archistar Massimiliano Fuksas il progetto preliminare del parco. Un contratto che lo scorso giugno Emiliano ha voluto firmare al 90º minuto del suo mandato da sindaco. Fuksas, rispettoso dei tempi, ha consegnato i disegni richiesti, ma intanto l’amministrazione del neosindaco Antonio Decaro ha avviato un laboratorio di partecipazione che ha ribaltato l’idea stessa che aveva ispirato il gruppo dei progettisti capitanati da Fuksas. I quali ora dovranno tenere conto (e non si sa come) dell’esito del «percorso partecipativo».

Al laboratorio si fa esplicito riferimento nell’accordo sottoscritto tra Regione e Comune per il trasferimento della Biblioteca e della Mediateca, ma è forse il caso di notare che il laboratorio si  è svolto proprio mentre una commissione tecnica – altrove e senza che si sapesse – faceva le verifiche e operava le proprie scelte. Poteva essere un motivo di conflitto o di risentimento ma alla fine, quando della scelta sono stati informati i partecipanti al laboratorio, c’è stata una larga condivisione.

Per Fuksas, intanto, è un altro smacco, questo accordo. Infatti l’architetto romano ha vinto il concorso internazionale di idee «Baricentrale» proponendo una diversa distribuzione delle funzioni all’interno del complesso della Rossani. In particolare, per quel che interessa ora, Fuksas immaginava di destinare l’edificio A – cioè la «palazzina Comando» – a sede degli uffici comunali, mentre con l’accordo approvato lunedì scorso par di capire che in quei locali si sistemerà la Mediateca che ora occupa locali in fitto in via Zanardelli. E anche le previsioni per l’edificio attiguo, quello indicato con la lettera F, vengono smentite: Fuksas voleva trasformarlo in «un grande spazio espositivo per mostre temporanee» mentre i tecnici di Regione e Comune hanno individuato lì la soluzione ottimale per la Teca del Mediterraneo (anch’essa ora occupa locali in fitto, in via Giulio Petroni).

Limitiamoci a considerare i dati di fatto. Così come il parcheggio sotterraneo da 800 posti auto, così come il «Performance center» ellittico, così come l’arena per spettacoli e il giardino con le palme, un altro pezzo dell’idea vincente di Fuksas viene meno. È pur vero che l’architetto della Nuvola dell’Eur con quelle proposte ha vinto un concorso, passando al vaglio di una giuria di esperti blasonati. Ma forse il buon senso avrebbe suggerito: non essendo il Comune obbligato ad affidare al vincitore del concorso l’incarico di progettazione in tutti i gradi fino all’esecutivo, perché farlo in tutta fretta? L’occupazione (il 1º febbraio dell’anno scorso) di una parte della ex Caserma con una serie di attività sociali e culturali, così come ha consigliato di avviare un percorso di partecipazione, avrebbe dovuto suggerire cautela nel firmare contratti tanto onerosi e impegnativi.

Ma le delusioni per Massimiliano Fuksas non finiscono qui. Nelle sei pagine dell’accordo tra Regione e Comune si fa riferimento al «Patto per Bari» sottoscritto nel 2103, alla nuova sede della Regione Puglia in costruzione a Japigia (in cui pure erano stati progettati gli spazi per accogliere la biblioteca del Consiglio), si fa riferimento al progetto Ri-Accordi Urbani che ha dato il via a novembre 2014 al percorso partecipativo per la Rossani. Ma non si fa cenno alcuno a «Baricentrale» né ai progetti di Fuksas. Nemmeno una parola.

Siccome non può trattarsi di una dimenticanza, non è fuor di luogo chiedersi: a chi verrà affidata la progettazione del riuso dei due edifici, secondo le linee guida che saranno definite dal gruppo di lavoro previsto all’articolo 2 dell’accordo?

(pubblicato mercoledì 01|04|2015 su La Gazzetta del Mezzogiorno)

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