Archivio mensile:marzo 2015

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 25_03_2015

Planimetria dell'area oggetto del concorso Baricentrale

Planimetria dell’area oggetto del concorso Baricentrale | Progetto  dello studio  di Massimiliano e Doriana Fuksas

Preziosi arroganti sconfitti dal buon senso _ Kounellis, Margherita e Rossani

Teatro Margherita, Carboniera di Kounellis, Parco Rossani… ma poi come è andata a finire? O, almeno, a che punto siamo?
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 18_03_2015

area ospedale monopoliOspedale modello fra gli ulivi e i crediti edilizi _ L’idea di Renzo Piano a Monopoli

È scaduto solo da poche ore il termine di partecipazione alla gara di progettazione del nuovo Ospedale del Sud Est, che sorgerà sul confine tra Monopoli e Fasano.
Alla gara – bandita dalla Asl Bari – hanno potuto partecipare ingegneri e architetti, con i loro studi e consulenti, ma non è quel che si dice esattamente un concorso di architettura. Perché con la gara si selezionano offerte di «servizi di progettazione», secondo la filosofia dei lavori pubblici dominante in Italia. D’altra parte, ad evitare sorprese e stravaganti invenzioni, ormai vige in Italia il «modello dell’ospedale modello», con il decalogo dettato da Renzo Piano sotto la sorveglianza dell’oncologo Umberto Veronesi, quando era ministro della Salute.
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 11_03_2015

Coraggio moderno nel Murattiano senza qualità _ Il restauro «spontaneo» di Palazzo Miceli

È molto di più di una coincidenza se il Palazzo Miceli in via Roberto da Bari viene restaurato proprio quando quella strada inizia ad essere pedonalizzata. È un segno della metamorfosi che sta subendo il quartiere murattiano, finalmente abbandonando la «retorica del Murattiano» per affrontare una analisi critica dell’edilizia che nel dopoguerra ha cancellato gran parte del borgo fondato da Giuseppe Gimma. Un fenomeno urbanistico di dimensioni gigantesche, che in realtà aveva la sua origine nelle numerose sostituzioni e sopraelevazioni avviate già negli anni Venti e Trenta e oggi – ecco la retorica – paradossalmente assimilate nel comune sentire all’autentico Murattiano: valgano per tutti gli esempi di palazzo Mincuzzi o del complesso che racchiude la chiesa di San Ferdinando. Un fenomeno, quello degli anni Sessanta e Settanta, che è stato caratterizzato da una gran massa di ignobile edilizia speculativa, ma in cui pure sono emerse occasioni di eccellente architettura, per mano di maestri come Vito Sangirardi, Dino Pezzuto, Tonino Cirielli e la coppia Chiaia&Napolitano.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 04_03_2015

What we want | Sao Paulo, 2006 _ foto di Francesco Jodice

La città abusiva festeggia trent’anni di condoni edilizi _ Bari fa i conti con oltre 33mila pratiche

Il campanello di allarme per Bari squillò dieci anni fa, pochi giorni prima della scadenza del terzo condono edilizio, quello che gli intenditori chiamano amichevolmente «il 326». Uno studio di Confedilizia effettuato nelle maggiori città italiane rivelava che Bari era seconda solo a Roma: le richieste di sanatoria degli abusi baresi erano addirittura superiori a quelle di Milano: 5.196 domande contro  4.623. Ma i numeri non erano ancora definitivi e in una manciata di giorni superarono la soglia degli 8mila.
Complessivamente, i tre condoni hanno portato negli uffici comunali baresi ben 33.422 pratiche. Così divise: quasi la metà (18.234) con il condono del 1985, altre 7.100 con il condono del 1994, e infine 8.088 pratiche con il condono del 2003.

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