Archivio mensile:dicembre 2014

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 31_12_2014

Casa Cs a Bitritto

Casa CS a Bitritto

La vita segreta di una casa fra dentro e fuori _ Moramarco & Ventrella a Bitritto

I balconi, dicono, sono «emblema della speculazione e di un modo di costruire fatto di aggiunte prive di ragion d’essere». E loro li hanno demoliti tutti: avvolgevano interamente i due lati del palazzo ad angolo fra via Ariosto e via Filzi, anche i monconi dei pilastri predisposti per una sopraelevazione, come tanti altri bassi edifici costruiti negli anni Sessanta e Settanta e che assediano la piazza centrale e il duomo di Bitritto.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 17_12_2014

Madonnella, uno schizzo, veduta dall'alto

Madonnella, uno schizzo, veduta dall’alto

Il peso massiccio di una fontana con senso civico _ Tre città unite a Madonnella

La fontana in costruzione è l’ultimo pezzo della nuova piazza Carabellese. Un cantiere durato troppo a lungo, rallentato dai vincoli veri o presunti di bilancio che hanno legato le mani alle ditte appaltatrici, ma pure dalle richieste della Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio, ossessionata dal rispetto dei tracciati delle strade e dei marciapiedi. Aspettiamo la chiusura definitiva del cantiere per esprimere un giudizio sull’opera e ci limitiamo qui a discutere intorno alla fontana, che esprime il senso dell’intera strategia di riqualificazione di un nodo complesso del tessuto urbano.

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Giochi all’Italiana

Da sinistra verso destra: Giovanni Malagò, Matteo Renzi e Ignazio Marino (Fonte foto: LaPresse)

Da sinistra verso destra: Giovanni Malagò, Matteo Renzi e Ignazio Marino (Fonte foto: LaPresse)

Giunta inesorabile come una condanna; è di ieri l’ufficializzazione della proposta di candidare l’Italia e Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2024.

A nulla sono servite le esperienze pregresse che l’Italia può vantare in tema di organizzazione di grandi eventi: Mondiali di calcio di Italia ’90,  Olimpiadi invernali di Torino 2006 e Mondiali di nuoto di Roma 2009, solo per restare in tema di sport. Altrimenti potremmo annoverare ancora G8 della Maddalena 2009 ed Expo 2015.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 10_12_2014

gas works park

Seattle, Gas Works Park

Caserma Rossani resistenze vegetali e convitati di pietra _ Paesaggi riciclati l’esempio di Seattle

Fra i grattacieli di Seattle, negli Stati Uniti, c’è un parco urbano, grande otto ettari. Proprio quanto l’ex Caserma Rossani. Prima di diventare un parco urbano, era un’area abbandonata da 13 anni, proprio come la Rossani. Ed era anche inquinata, perché lì prima c’era un gazometro. All’inizio i cittadini che avevano vissuto all’ombra dei serbatoi velenosi volevano dimenticare, volevano che gli impianti arrugginiti fossero rasi al suolo, poi una bella colata di cemento e la costruzione di impianti sportivi e centri commerciali. Fu un architetto del paesaggio, Richard Haag, incaricato di esaminare il terreno, ad avere l’idea di farne un parco urbano e a coltivare questa idea con una campagna educativa durata due anni. Certo, il fatto che il proprietario dell’area avrebbe risparmiato 100mila dollari era un buon argomento, ma il vero propulsore del progetto fu un ufficio di ricerca aperto al pubblico e la convinzione che si potesse riciclare il paesaggio e che la natura potesse rigenerarsi da sé con un programma a basso costo e a bassa tecnologia. Un’associazione di cittadini, costituita nel 1995, cioè vent’anni dopo la realizzazione del Gas Works Park, ne ha impedito la privatizzazione e ha ottenuto dallo Stato di Washington la qualifica di «Historic Landmark Preservation», cioè un vincolo storico-paesaggistico.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 03_12_2014

decaro skateLe palme di Fuksas vanno a duello con il bosco urbano _ Ecco le scelte nella ex caserma 

Chi ha visto il progetto preliminare per il parco della ex caserma Rossani che l’architetto Massimiliano Fuksas ha consegnato al Comune giura sul proprio onore di aver visto le palme. Non ci fosse bastata le lezione della «Miami-way» di Simeone Di Cagno Abbrescia e della «costumbre barcellonese» del lungomare di Bohigas a Mola! Non ci avesse insegnato nulla la distruttiva epidemia del punteruolo rosso!

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