Archivio mensile:novembre 2014

Il patrimonio culturale. Istruzioni per l’uso del futuro

Tomaso Montanari

Tomaso Montanari

Oggi, Mercoledì 26 Novembre 2014, presso il Palazzo della Cultura di Noicattaro, si terrà l’incontro dal titolo Il patrimonio culturale. Istruzioni per l’uso del futuro.

Moderati dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Nicola Signorile, si confronteranno lo storico dell’arte Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università ‘Federico II’ di Napoli e Angela Barbanente, assessore alla Qualità del territorio della Regione Puglia.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 26_11_2014

IMG_1144Il bene comune non è petrolio _ Paesaggio, Decreto Cultura e «Sblocca Italia»
«Matera rappresenta l’esatto contrario dell’economia di rendita che sfigura le città d’arte, come Venezia o Firenze, ridotte a grandi griffe». Tomaso Montanari, lo storico dell’arte che conduce una strenua battaglia per la difesa del patrimonio culturale, era capitato a Matera un anno fa, «in quella che, sulla carta, era la più sfavorevole delle situazioni». Perché in un medesimo giorno si davano il festival di Radiotre e la presentazione del dossier della candidatura a Capitale europea della cultura. Troppi eventi.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 19_10_2014

Pumpenhaus, Bochum |

Pumpenhaus, Bochum

Salvate le fabbriche dalle ruspe e dalle pizzerie _ Una legge per l’archeologia industriale

Salvate le fabbriche. Non tutte, certo, ma quelle che hanno qualcosa da raccontare del loro passato. La qualità architettonica è irrilevante, sebbene non sia affatto difficile trovarla in quei luoghi dove si è combattuto il duello per l’affermazione del nuovo, della ricerca, del lavoro e del sapere. Un corpo a corpo tra passato e futuro che ha lasciato tracce dell’emancipazione sociale. Come non pensare alle tabacchine? Le giovani operaie che all’inizio del Novecento scendevano dai treni in piazza Roma e a piedi attraversavano l’alba della città per entrare nella Manifattura dei Tabacchi, in fondo al quartiere Libertà, prima ancora che vi costruissero la chiesa del Redentore e l’istituto del Salesiani. Le tabacchine, pagate la metà degli uomini, erano l’ultimo gradino del lavoro salariato. Basterebbe questa pagina della storia sociale barese a consigliare riguardo verso la grande fabbrica dismessa da decenni. E infatti la Manifattura dei Tabacchi è tra i pochi esempi cui si fa accenno nella relazione che accompagna una nuovo, recentissimo Disegno di legge regionale intitolato “Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale”.

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Lo scaricabarile sulle alluvioni nell’Italia che non sa fermare il cemento

Alluvione a Genova | 2011

Immagine alluvione  Genova | 2011

Lascia interdetti lo scaricabarile tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Liguria sulle responsabilità del dissesto del territorio italiano. E non solo perché è indecoroso mettersi a discutere mentre i cittadini e la Protezione civile lottano contro il fango: ma anche perché la questione è troppo maledettamente seria per liquidarla a colpi di dichiarazioni e controdichiarazioni tagliate con l’accetta.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 12_11_2014

Il molo Sant'Antonio

Il molo Sant’Antonio (Fonte foto: http://www.pugliaevents.it/)  

Vanno sul mare per vedere e farsi vedere _ Lavori ai moli S. Antonio e S. Nicola

Dureranno un anno i lavori di manutenzione dei due moli del Porto vecchio: il molo S. Antonio e il più piccolo molo S. Nicola. Il Comune spenderà 290mila euro di soldi propri, a fronte di un finanziamento europeo di un milione circa di euro. La decisione presa nella giunta dello scorso 6 novembre capita nel mezzo del dibattito che si è riacceso sul rapporto tra la città vecchia e il porto, che è cosa ben più concreta della retorica del legame tra la città e il mare. Il dibattito non è nuovo, anche perché la questione non è mai stata affrontata di petto. Non citiamo ancora una volta Ludovico Quaroni impegnato per il Piano regolatore nel braccio di ferro con le autorità del porto e del ministero da cui uscì sconfitto mezzo secolo fa. Ma senza andare troppo in là nei ricordi possiamo chiamare a testimone l’architetto comunale Davide Cusatelli per il quale il luogo in cui “si evidenzia la segregazione e separazione funzionale pur nella contiguità fisica, è quell’area del nucleo antico a contatto con il porto e il fronte mare”. Cusatelli sa come vanno queste cose, a Bari almeno. E allora fa il decostruzionista alla francese e spiega: “Una completa permeabilità e sovrapposizione è funzionalmente e fisicamente impossibile, il problema è verificare se in alcune zone di passaggio, di frangia, nelle lacerazioni, nei bordi sia possibile una riconfigurazione urbana, intrecciando, facendone trama, riconversioni funzionali di manufatti preesistenti, edifici monumentali, nuove strutture di servizio per il porto e per la città”.
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