Archivio mensile:luglio 2014

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 30_07_2014

unnamedIl Castello difeso dagli indifferenti e dal marketing _ La battaglia di Perotti, un secolo fa

«Che ne faremo? Potremmo anche non farne nulla: tenercelo così per mostrarlo ai forestieri, che ora, in mancanza d’altro, son costretti ad ammirare il Politeama e il Circolo Unione». Sempre saporito, Armando Perotti che con la sua penna affilata dà il via ad una battaglia di opinione per restaurare il castello normanno-svevo e sottrarlo alle decisioni di una burocrazia statale indifferente ai bisogni e ai diritti della città. Una battaglia che ha singolari analogie con il movimento di società civile che oggi si oppone alla costruzione del palazzo di uffici davanti a Santa Chiara e che, in virtù di un vincolo statale ignorato finora, ha ottenuto proprio ieri la richiesta del Comune di Bari al Provveditorato alle Opere pubbliche per la sospensione immediata dei lavori.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 23_07_2014

La banchina di Santa Chiara e uno scorcio del porto borbonico agli inizi del Novecento, in una litografia dell'epoca

La banchina di Santa Chiara e uno scorcio del porto borbonico agli inizi del Novecento, in una litografia dell’epoca

Uomini pratici e azioni popolari a Santa Chiara _ Vincoli e urbanistica partecipata

Il castello normanno-svevo è un monumento e non si tocca. Fin qui – e fino all’arrivo di qualche scintillante «valorizzatore» – sono tutti d’accordo. Ma, intorno al bastione si può costruire? Ebbene, c’è un vincolo che dovrebbe proteggere «la prospettiva e la luce richiesta dal monumento». L’ha ritracciato la assessora comunale all’Urbanistica – freschissima di nomina – Carla Tedesco, ripercorrendo il sentiero di carte che ha portato all’apertura del cantiere per la costruzione di un palazzo d’uffici del Provveditorato alle opere pubbliche, a largo S. Chiara.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 16_07_2014

L'autografo di Michele Emiliano

L’autografo di Michele Emiliano

<No alla Cittadella ma era già tutto previsto> _ Emiliano: «Ho lottato da solo»

Ha vinto una battaglia che non avrebbe voluto combattere. La soddisfazione dell’ex sindaco Michele Emiliano dopo il verdetto della Corte di Giustizia europea che ha scolpito la parola fine sui titoli di coda del film «cittadella della giustizia» ha un costo politico. Lo dice lui stesso: «Le forze politiche che all’inizio mi avevano spinto, mi hanno poi abbandonato e così l’opposizione al progetto Pizzarotti è rimasta una faccenda tecnico-giuridica. E allora l’avversario può essere grande e grosso, ma quando un giudice amministra la giustizia, avviene un miracolo: succede un fatto di civiltà».

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Esame e mostra dei progetti _ DOMESTIC LANDSCAPE | 01. Case nella campagna pugliese. Dalla Murgia al mare

locand_014ridVenerdì 11 Luglio 2014, in occasione della fine del corso di Architettura e Composizione Architettonica I + Lab. tenuto dal professore Lorenzo Netti nell’ambito del corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura (DICAR, Politecnico di Bari) si terrà, presso l’ aula G1 del plesso Celso Ulpiani, a partire dalle ore 10.00 e fino alle 14.00, la mostra dei progetti realizzati dagli studenti.

La mostra, aperta al pubblico, esporrà i progetti realizzati dagli allievi del corso sotto la guida di 7 giovani tutor (studenti e neolaureati). Il tema del progetto d’anno è La casa nella campagna pugliese. Dalla Murgia al mare.

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_07_2014

Adelfia, La «Casa c_p» progettata da Louis Kruger

Adelfia, La «Casa c_p» progettata da Louis Kruger

Storia e tecnologia nello spazio della scatola bianca _ La «Casa c_p» di Louis Kruger

C’è una casa, a Adelfia, con un nome tecnologico: si chiama «Casa c_p». Forse sono le iniziali dei proprietari, ma forse no. Una volta era più facile: in città le abitazioni patrizie portavano il cognome del padrone di casa: «palazzo De Marinis», «Palazzo Filo della Torre», «Palazzo Di Cagno»… Fuori porta, invece, il nome della moglie di lui: «Villa Lucia», «Villa Maria», «Villa Rosa»… ne erano piene le campagne intorno e ancora qualche villa con il suo nome di dama sopravvive nella città che ha divorato i propri contorni.

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