PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 25_06_2014

Nuovo asilo nido a Cellamare di Francesco Rotondo
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Architetti sociali in cerca di un’etica edile _ Venerdì il Premio Inarch-Ance 

Suspence. Saranno svelati solo venerdì prossimo i vincitori della prima edizione del Premio regionale di architettura promosso da Inarch e da Ance. Al momento, si conoscono solo i selezionati e menzionati dalla giuria: sono 17 e tra loro si nascondono i tre primi classificati delle rispettive sezioni: nuova costruzione, riqualificazione urbana e edilizia, giovane progettista.

Ogni premio – spiega Mauro La Notte, presidente di Inarch Puglia – vale triplo, perché il riconoscimento va non solo all’architetto autore dell’opera ma anche al committente e all’impresa esecutrice. Si spiega così la presenza fra i promotori del concorso di un partner come l’associazione dei costruttori edili. E da questo punto di vista il neonato premio pugliese non si discosta dalla formula dominante nei concorsi di architettura, soprattutto italiani. Dobbiamo notare – come puro dato di fatto – la distanza che sempre più separa la professione e l’industria del costruire dalla accademia. E nonostante la puntuale presenza dei professori nelle giurie, quasi una nostalgia dell’unità perduta o forse la spia di un bisogno di legittimazione culturale. Sia come sia, anche la giuria del premio pugliese Inarch-Ance è impreziosita dalla militanza di due docenti, lo storico dell’università di Bologna Giovanni Leoni (presidente della commissione) e Michele Beccu che insegna alla facoltà di architettura del Politecnico di Bari.

Da uno sguardo ai progetti selezionati (sono visibili sul sito Archilovers, insieme a tutti quelli candidati) si può tentare di dedurre i criteri delle selezione, anche se è difficile azzardare i nomi dei vincitori, tanto sono differenti per tipologia e linguaggio e scelte tecnologiche i magnifici 17. Tuttavia trapela qualcosa dalla commissione:  sappiamo che  un criterio largamente condiviso dai giurati è la qualità sociale dell’opera realizzata, come valore aggiunto determinante. Che cosa si intenda poi  per “qualità sociale” è motivo di discussione. Può essere la destinazione d’uso dell’architettura (una scuola, un pensionato, un poliambulatorio, una piazza), ma in questo senso sarebbero privilegiati i “servizi” e i “luoghi pubblici”. Oppure può essere la prestazione energetica, e in questo senso sociale fa rima con eco-sostenibile. Oppure ancora può essere un intervento realizzato come riqualificazione urbana o ristrutturazione di un edificio esistente anche mutandone la destinazione, e in questo senso il valore “sociale” consiste innanzitutto nel consumo-zero di suolo, nella scelta di “costruire nel costruito” in quanto decisione etica che punta alla salvaguardia della campagna residua e alla manutenzione della città consolidata.

Dal disvelamento dei tre vincitori che saranno premiati nella cerimonia organizzata per venerdì alle 18 nel teatro Margherita potremo capire qual è  l’idea vincente di “architettura sociale”, almeno in Puglia.

Ecco di seguito le 17 architetture selezionate.

Per la sezione “Nuova costruzione”: i sei edifici scolastici che portano la firma di Angelo Rocco Dongiovanni e che sono stati realizzati per la Provincia a Putignano, Acquaviva delle fonti, Gravina, Bitonto, Molfetta, Altamura; l’edificio per uffici di Danilo Palumbo a Molfetta; l’oratorio della parrocchia sacra famiglia a Manfredonia (Planprogetti), Casa Dusensky-Vitale a Ostuni, progettata da Vincenzo Melluso e  già menzionata nel premio Apulia 2011; il porto turistico di Rodi Garganico (3C+t Capolei Cavalli a.a.); la nuova sede del Molino Casillo progettata da  Alvisi Kirimoto + Partners a Corato.

Nella sezione “Riqualificazione” troviamo: la Casa Milani di Michele Montemurro a Polignano a mare; un altro progetto di Alvisi e Kirimoto: il restauro del Teatro di Corato; la riqualificazione della costa tranese di Marechiaro che porta la firma di Esther Tattoli; la realizzazione del museo di arte  contemporanea nel Torrione angioino di Bitonto, per mano di SMN studio di architettura – G.L. Sylos Labini e Partners; il recupero e il riuso di Torre da Boraco a Campomarino di Gloria Valente, Francesco Carofiglio, Netti Architetti (vincitore nella sezione Architettura dell’Apulia Marble Awards 2013); la Casa della Musica a Ostuni, opera di Arkitetti Flore & Venezia con Angelo Cariulo.

Infine, nella sezione “Giovane progettista” sono stati selezionati: Daniele Corsaro (Casa De Nittis a Cisternino), Domenico Pastore (Casa Cm a Sammichele), Bdfarchitetti e Massimiliano Fiore (C House a Mola di Bari), Monica Alejandra Mellace (Residenze a Polignano); Écru Architetti (Lovo  Nidificare i Paduli a San Cassiano).

NICOLA SIGNORILE

(pubblicato oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno)

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