Rossani, Fuksas a mani libere. «La partecipazione non serve»

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Render del progetto. Uno scorcio dell’area dell’ex Caserma Rossani

Il collettivo ex Caserma liberata contesta il contratto del Comune

Il primo acconto, 23mila euro e spiccioli, l’archistar lo incasserà al massimo tra 60 giorni. È solo un quinto di quanto Massimiliano Fuksas ha concordato con il Comune di Bari per progettare il primo stralcio dei lavori di trasformazione degli otto ettari della ex caserma Rossani.

Ma quei 115mila euro totali di parcella sono già finiti nel mirino del collettivo che lo scorso 1º febbraio hanno aperto i cancelli dell’area abbandonata e hanno messo su una serie di iniziative. E hanno avviato un laboratorio di progettazione dal basso, antitetico a quello immaginato dal Comune.

«Cosa si potrebbe fare nella Caserma Rossani con 115mila euro?», si chiede il collettivo che ha già una risposta: «Molte delle cose che sono state realizzate fino ad ora nella ex Caserma Liberata, senza nemmeno un euro da parte dell’Amministrazione comunale. Cineteatro, palestra popolare, libreria sociale, orto urbano, bosco sociale, Skate park … tutto questo si è potuto realizzare a costo zero perché in Rossani non c’è niente da costruire, solo immobili da riutilizzare e verde da incrementare».

La firma del contratto con l’architetto della «Nuvola» dell’Eur non è una sorpresa per il collettivo. Al contrario, forse non si aspettava la loro contestazione il candidato sindaco del centrosinistra, Antonio Decaro, che in una intervista ieri alla Gazzetta ha detto: «Non credo che potranno sorgere contrasti, sia perché Fuksas è stato incaricato di occuparsi solo della progettazione dell’area a verde, sia perché l’accordo col Comune prevede che per ogni proposta il gruppo Fuksas debba confrontarsi e concordarla con il laboratorio fatto dal gruppo di progettazione partecipata».

Ma le cose non stanno così, dicono nella ex Caserma. E sottolineano che la convenzione sottoscritta con il professionista romano contempla la progettazione dell’intera area della Rossani, divisa in due tempi. Il primo, quello per cui è prevista una spesa di un milione e 300mila euro, riguarda un terzo dell’area, quella a nord, più vicina a via Capruzzi.

Ma soprattutto – fa notare chi partecipa al laboratorio di progettazione dal basso – non ci sarà nessuna attività di partecipazione, che è rimandata al secondo stralcio e affidata comunque al «governo» dello stesso Fuksas. Per l’orientamento della progettazione dell’area del primo stralcio invece, si legge nella convenzione, «si ritiene non sia necessario operare alcuna attività partecipativa in quanto la destinazione di tale porzione di territorio è a verde pubblico, conformemente a quanto emerso nel corso di numerosi incontri con la popolazione e in coerenza con quanto previsto nel progetto vincitore del concorso di idee». Tuttavia proprio in quell’area «a verde»Fuksas ha previsto, nel progetto con cui ha vinto il concorso Baricentrale, di realizzare anche un parcheggio interrato da 800 posti auto, oltre che una serie di attrezzature sportive.

In ogni caso oggi nell’area del primo stralcio è già iniziata l’attività dell’orto sociale, con la messa a dimora di 500 piantine di pomodoro. E poi c’è, proprio lì, la piattaforma degli skaters. «Abbiamo dei dubbi piuttosto fondati – dicono dal collettivo della Rossani – riguardo la possibilità che Fuksas si sieda a un tavolo con i cittadini baresi per stravolgere il suo progetto già realizzato e già vincitore del concorso. Insomma, noi alle favole non ci crediamo. Noi le favole le facciamo diventare realtà, progettando giorno dopo giorno la Ex-Caserma Liberata».

Decaro promette che, in caso di sua elezione, «tutto il meccanismo di progettazione diventerà una cosa stabile e non ci sarà spazio per nuove volumetrie».

Rispondono dalla caserma: «Purtroppo la campagna elettorale non è ancora terminata e quindi ci si sforza di nascondere ancora lo scheletro nell’armadio. Si millanta di un futuro “grande parco urbano”, di “metri cubi zero” e di “fasi di discussione” con associazioni e cittadini riguardo la Rossani. Ma le bugie hanno comunque le gambe corte. Se il progetto di Fuksas verrà realizzato, nella Rossani non ci sarà alcun grande parco e alcuna partecipazione dei cittadini, ma ci saranno, eccome, le cubature di cemento. Basta vedere le foto già pubblicate sul web».

di NICOLA SIGNORILE

da “La Gazzetta del Mezzogiorno”

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Pubblicato il 02|06|2014, in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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