PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 26_03_2014

01 esternoUrban center, il Ferrarese sa come si fa _ Un concorso vinto dagli architetti baresi Riccardo e  Fernando Russo

Giovani architetti vincono il concorso per l’Urban center. Purtroppo non per quello barese, ma di Ferrara.

Il gruppo è formato da Filippo Govoni (29 anni, di Portomaggiore), dal bolognese 32enne Federico Orsini e da Riccardo Russo, 30 anni, di Bari, ma residente a Ferrara, città nella quale si è laureato il terzetto. A dar loro man forte il sessantenne Fernando Russo, padre di Riccardo, architetto salentino-barese molto attivo nei restauri (ha curato, tra l’altro, quello della Cattedrale di Bari).

La squadra si è aggiudicata il primo premio fra 43 concorrenti. Tema del concorso: la trasformazione di un edificio abbandonato in Urban center di Ferrara e sede del locale Ordine degli architetti. Si tratta della palazzina ex Mof, dove la sigla sta per Mercato ortofrutticolo. È uno degli edifici danneggiati dal terremoto, due anni fa, ma già da tempo in preda ad un serio degrado: in disuso da una ventina d’anni. Costruzione simmetrica e turrita, realizzata tra il 1936 e il 1937 nello stile asciutto di un razionalismo murario, né bello né brutto, ma impreziosito all’interno dagli affreschi dipinti da Galileo Cattabriga nel 1938. La allegoria dell’agricoltura che ricopre un’intera parete è seriamente minacciata dalle infiltrazioni d’acqua: un restauro è urgente.

Il progetto barese-ferrarese (la coppia evoca antiche relazioni commerciali fra le città) riorganizza gli spazi interni e li rende compatibili con le normative sulla accessibilità degli spazi pubblici evitando modifiche irreversibili e puntando ad una flessibilità degli ambienti anche attraverso arredi «dinamici», con tavoli a scomparsa e pareti-armadio. Il piano rialzato (dove ci sono gli affreschi) è destinato all’Urban center, con i suoi uffici, una sala per le associazioni, un caffè letterario e due sale dedicate al co-working. Il primo piano ospiterà invece gli uffici dell’Ordine degli architetti e due terrazze sono concepite come luoghi di incontro, relax e per esposizioni, al servizio anche dell’Urban center.  Pure la torretta verrà «sfruttata» a fini espositivi, nonostante le dimensioni: vi si potranno realizzare mostre temporanee e mostre «verticali».

Il progetto non si ferma alla costruzione ma investe inevitabilmente l’esterno dell’ex Mof e «ridefinisce – dicono i progettisti – il legame interrotto con il territorio ferrarese, reintroducendo nell’area la natura (vivai, orti, vegetazione, eccetera) e definendo i margini dello spazio pubblico attraverso l’installazione di piattaforme naturali temporanee». Si tratta di vasche contenenti siepi, fiori e orti urbani, collocate a ricalcare le impronte degli edifici previsti dai programmi della Stu, la Società di trasformazione urbana. Un verde provvisorio, dunque, pensando al quale non si può fare a meno di ragionare sul processo di formazione della città, dal consumo di suolo alla densificazione urbana, al «costruire nel costruito».

Le analogie con il caso barese della ex caserma Rossani sono evidenti. Ma qui vogliamo soffermarci sul tema dell’Urban center. Ferrara – alle prese con un processo urbanistico complesso qual è una  Stu – si dota di un Urban center e lo fa come primo atto, insediando questo servizio civico finalizzato alle attività di partecipazione in un immobile storico da recuperare. E accetta il suggerimento dell’Ordine degli architetti affinché la sua progettazione sia il risultato di un concorso di architettura.

Anche Bari avrebbe dovuto avere il suo Urban center, a servizio  della redazione  del nuovo piano urbanistico, il Pug, e sin dal momento della elaborazione del Dpp, il documento preliminare. Dapprima si era pensato di realizzarlo nella sala Murat (in piazza del Ferrarese: che coincidenza!), poi nella ex caserma Rossani, attraverso una progettazione interna agli uffici tecnici comunali, par di capire. Ma finora non se ne è fatto nulla. Forse si aspetta che il piano urbanistico sia ultimato e consegnato al sindaco e magari approvato dalla giunta. Così nell’Urban center lo si potrà mostrare, illustrare e lodare, senza correre il rischio di discuterlo con i cittadini.

 

NICOLA SIGNORILE

(pubblicato oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno)

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Pubblicato il 26|03|2014, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. ridicolo che sia stato fatto un concorso per scegliere un progetto inesistente, quattro cose buttate lì senza un’idea

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