PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 04_12_2013

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Il logo della campagna permanente “Censiamo il cemento”, lanciata dal Forum Salviamo il paesaggio, autore del documento congiunto Fillea-Cgil-Salviamo il paesaggio sul tema del contenimento del consumo del suolo

Zero-consumo. La svolta dei muratori _ La Cgil turba i sogni del Pug

Il sindacato degli edili della Cgil ha scelto il “consumo zero”. Un passo storico, proprio mentre l’industria dell’edilizia vive la sua crisi più grave dell’ultimo mezzo secolo. L’organizzazione dei muratori e dei carpentieri avrebbe potuto approfittare della nuova ondata della bioedilizia e della sostenibilità energetica per accomodarsi in una posizione protetta, senza dispiacere troppo la “parte padronale”. E invece, nei giorni scorsi a Firenze, il segretario generale nazionale della Fillea-Cgil, Salvatore Lo Balbo, ha svelato l’inganno che si cela dietro tutte le recenti proposte di legge (compresa quella di Legambiente) e l’ipocrisia dei temporeggiamenti di periferia. “Anche senza una legge nazionale sulla riduzione o azzeramento del consumo di suolo – ha spiegato Lo Balbo -, gli amministratori locali possono assumere decisioni per limitare, mitigare e compensare il consumo di suolo. Basta fare le opportune scelte politiche e amministrative”.

D’altra parte prima o poi bisogna arrivarci, perché in ogni caso arriveranno le direttive europee, che sono già in cottura, anticipate da un documento che molti fingono di ignorare. Si intitola “Orientamenti della Commissione Europea in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo”. Un documento che rappresenta, dice ancora il sindacalista, “un punto di riferimento chiaro e corretto al quale tutti dobbiamo agganciarci”.

La squadra dei progettisti incaricata di formare il Pug, cioè il nuovo piano regolatore di Bari, sta lavorando in perfetta solitudine. Oppure si confronta in clandestinità con “quelli che contano”? Del promesso “Urban center” si sono perse le tracce. Eppure proprio un laboratorio urbano – piuttosto che farne la solita vetrina dei disegni che capiscono (forse) solo gli addetti ai lavori – sarebbe il luogo ideale per discutere di come e in quale misura il tema del consumo zero di suolo viene affrontato nel Pug. Sappiamo per certo, per esempio, che le proposte degli edili della Cgil sono assai lontane dalle soluzioni su cui ragionano in questo momento Bruno Gabrielli e il suo gruppo, orientati a introdurre i famigerati “crediti edilizi” per proteggere i  pretesi diritti edificatori dei proprietari di quei suoli al momento edificabili che dovrebbero però diventare parchi urbani, delle lame e della costa.

La soluzione consisterebbe nel trasferire altrove quel cemento potenziale. Ma senza il taglio “non risarcito” di 15 milioni di metricubi, sarà impossibile indirizzare gli investimenti immobiliari e l’imprenditoria edile verso la città costruita, verso il rinnovamento del patrimonio edilizio, verso il risanamento degli edifici degradati e la riconversione di aree ex industriali ed ex militari.

La provincia di Torino ha dimostrato, pochi mesi fa, che è possibile sottrarsi al ricatto “suolo in cambio di lavoro”, negando alla Ikea la autorizzazione a divorare 18 ettari di campagna per costruire un centro commerciale.

Tuttavia ci sono fondati motivi per credere che questi temi non emergeranno con sufficiente chiarezza nemmeno nella imminente campagna elettorale barese. Per bene che ci vada, torneremo a sentire il peana alla bellezza e ad assistere alla liturgia della sostenibilità di facciata.

“Se la Fillea – si  chiede Lo Balbo -, malgrado gli oltre 400mila posti di lavoro persi, ha posto l’asticella della filiera delle costruzioni a un livello alto di tutela e conservazione del Belpaese, perché in tanti continuano a giocare con le parole, sostanzialmente per dire che con una pennellata di verde, di ecologia e di sostenibilità si può continuare ad impermeabilizzare il suolo?”.

Non è escluso (anzi si può esser certi del contrario) che nei prossimi mesi, ad ogni riunione elettorale in cui sia sfiorato il tema dell’urbanistica saranno in molti a giocare con le parole. Basterebbe allora ricordarsi – come ci aiuta a fare la Fillea-Cgil con il suo documento su “zero-consumo” – che ognuno deve stare al posto suo, che “il pubblico (eletti e funzionari) deve governare il territorio e non favorire gli interessi privati”.

NICOLA SIGNORILE

Pubblicato il 04|12|2013, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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