PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 16_10_2013

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La piastra meccanica in acciaio che apre il percorso ipogeo

Promesse di pace sull’ingresso del rifugio di guerra _ La Costituzione «sotto i piedi»

Le parole della Costituzione messe sotto i piedi. Non per dileggio, ma perché davvero chi si troverà a passeggiare a Monopoli «inciamperà» in un articolo della carta fondamentale della Repubblica Italiana. E sarà indotto a leggere quella frase, a pensarci su. Insomma, tutt’altro che… calpestarla.

L’articolo, l’undicesimo, non è stato scelto a caso. È quello che proclama: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Le parole sono state traforate col laser in una lastra di acciaio che chiuderà l’ingresso ai locali sotterranei scoperti (o riscoperti) durante i lavori di riqualificazione di piazza Vittorio Emanuele. Se ne era persa memoria, in città, eppure è ancora vivo chi bambino e ragazza in quel sotterraneo ha cercato scampo  alla morte annunciata dal cielo. Perché quel sotterraneo era, durante la seconda guerra mondiale, un rifugio antiaereo. I monopolitani vi scendevano non appena le sirene ululando annunciavano le incursioni dei caccia e dei bombardieri.

L’amministrazione comunale ha deciso di non distruggere questo pezzo di storia ritrovata, che restituisce alla piazza significati ulteriori di spazio pubblico, di luogo comunitario, significati che a fatica (e spesso inutilmente) si cerca di attribuire ad una piazza nuova: la mancanza di questa sostanza immateriale che è la storia e che sono le storie delle persone in quanto cittadini è – lo sappiamo  – il principale motivo di fallimento delle periferie e delle new town.

L’ipogeo di guerra – progettato nel 1942 dall’ingegnere capo del Comune di Monopoli, Angelo Brescia – potrà dunque essere visitato e sarà accessibile attraverso una botola, una piastra ad apertura meccanica la cui superficie è incisa, appunto, con le parole di pace della Costituzione italiana. L’idea è dell’architetto Arturo Cucciolla, che ha progettato la riqualificazione della piazza e che è anche promotore di una versione barese delle Stolpersteine, le «pietre di inciampo», cioè l’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig diffusa in tutta Europa per ricordare le vittime del nazismo nei luoghi stessi in cui essi avevano vissuto. L’Anpi (l’Associazione nazionale partigiani d’Italia) e il Comune di Bari hanno collocato pietre di inciampo in piazza Umberto I (a ricordo delle vittime del 28 luglio 1943), sulla Muraglia (a indicare l’affaccio dal quale il partigiano Michele Romito fermò un colonna di paracudisti tedeschi all’ingresso della città vecchia) e infine davanti alla scuola Diomede Fresa (a ricordo della difesa della Camera del lavoro dall’assalto dei fascisti nel 1922).

Le Stolpersteine di Demnig sono sanpietrini rivestiti  di ottone. La versione barese delle pietre di inciampo ha ibridato il piccolo blocco di porfido con la larga lastra di pietra. Scelta indotta dalla diversa qualità materiale dei pavimenti pugliesi ma anche dall’intenzione di riportare al suolo la tradizionale lapide commemorativa affissa sui muri degli edifici pubblici. Consapevolmente, oppure no, lasciandosi suggestionare dalle pietre sepolcrali incise e scolpite di cui sono disseminati i pavimenti delle cattedrali. Riprende forma così l’idea della piazza e della strada come cattedrale laica, tempio civico. Luogo della memoria e della comunità.

La piastra meccanica in acciaio – che qui mostriamo in anteprima – è a suo modo, con quelle parole scavate, anch’essa una Stolperstein. Sarà messa in opera fra un mese, nella ricorrenza del tragico bombardamento di Monopoli. E non è una coincidenza casuale, semmai un prodotto delle circostanze, il fatto che un appello ai principi costituzionali avvenga mentre la Costituzione è sul tavolo operatorio dei cosiddetti «saggi» incaricati di modificarla per vie brevi, demolendo le procedure previste dall’articolo 138.

NICOLA SIGNORILE

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Pubblicato il 16|10|2013, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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