PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_05_2013

Il progetto di Consuegra

Un render del progetto del gruppo capitanato da G. V. Consuegra

C’è un ponte verde tra città reticolare e centro illuminista _ Baricentrale, il progetto di Consuegra

Dopo i dubbi sorti con la «scoperta» di quel che Fuksas prevede per la Rossani, anzi per il suo sottosuolo, cresce la curiosità per gli altri progetti in gara. Ognuno potrà farsene una idea visitando la mostra che è allestita nel teatro Margherita fino al prossimo 8 maggio (nei giorni feriali dalle 16 alle 20 e nei festivi dalle 10 alle 20).

Qui intanto possiamo dire qualcosa sul progetto che, nella graduatoria della giuria, si è piazzato al secondo posto. Parliamo del progetto elaborato dal gruppo capitanato dall’architetto spagnolo Guillermo Vasquez Consuegra, e che riunisce altri due studi di Siviglia (Elena Vilches Alvarez e Achitectura y Agronomia) e tre baresi: Antonio Bugna, Bruschi&Esposito e Moramarco+Ventrella.

Si propone una lettura della città di Bari, anzi delle due città, quella illuminista (la scacchiera murattiana) e quella reticolare (Carrassi, Picone e San Pasquale) separate dal fascio di binari, parallelo al quale corre un rettifilo – via Imbriani, via Dante e via Pagano – che unisce il margine estremo del Libertà al mare di Madonnella. Un rettifilo che gli architetti vorrebbero liberare dal traffico privato per farlo diventare una arteria di trasporto pubblico, un viale alberato. È un’idea che, ammettono gli stessi autori della proposta, esula dai confini del concorso. Ma che essi hanno voluto mettere comunque nero su bianco, per due motivi, crediamo: 1) sottolineare la portata metropolitana delle trasformazioni richieste con «Baricentrale» e i riverberi su altre parti della città; 2) anticipare per immagine la filosofia che attraversa la proposta: contrastare la privatizzazione della città. L’intenzione che ha mosso la squadra di Consuegra si può riassumere in questa frase che leggiamo nella relazione illustrativa: «Convertire l’infrastruttura di connessione tra le due parti della città in uno spazio pubblico, con la convinzione che proprio negli spazi pubblici risieda il futuro delle città».

L’immagine della città pubblica si declina, in questo progetto, con l’intreccio di infrastrutture e architetture. Punto nodale è l’area della stazione Centrale, alla quale Consuegra conferisce una doppia facciata a Sud, punto di arrivo di un ponte pedonale che nasce in piazza Moro, con un edificio sporgente accanto alla stazione della Ferrotramviaria.

Un altro significativo momento di ricucitura tra la città illuminista e la città reticolare avviene nel luogo di massima riduzione dell’area occupata dai binari, sull’asse di via De Rossi – via Devitofrancesco, lì dove è già prevista la stazione degli autobus extraurbani e che nel progetto viene inglobata in una costruzione sormontata da un ampio manto verde, alla quota di 7 metri e mezzo ma non così esteso da coprire interamente l’area ferroviaria, come fa invece Fuksas. È una superficie-ponte pedonale che delimita – con il ponte strallato in costruzione sull’Asse Nord-Sud – la «città nuova» ad Ovest, un insediamento urbano sull’area liberata di binari di Bari Scalo e destinata ad una muscolosa (per volumi e altezze) espansione residenziale, ma anche ad attività commerciali, servizi e artigianato con lo scopo di riprodurre quella miscela di funzioni necessaria a evitare il rischio del quartiere dormitorio, sia pure sotto specie di ghetto dorato.

Al pieno edilizio di questa Porta Ovest corrisponde nel progetto di Consuegra & C. il vuoto della ex caserma Rossani. L’area è divisa in tre fasce: in quella più a nord (contigua con via Capruzzi che si è scelto di non interrare) viene intensificato il verde, che invece si fa più rado nella fascia centrale, occupata anche dagli  edifici della caserma da ristrutturare; infine, più a sud, un’area rettangolare su cui viene costruito un edificio (grande quanto quelli che saranno demoliti) da destinare a sede della Biblioteca Civica: gli stranieri ci credono, non sanno quel che pensa Emiliano di questi «luoghi del passato»! Negli edifici vincolati trovano sede invece la Teca del Mediterraneo, l’Accademia dei Belle arti e uno spazio espositivo.

Il parcheggio? In questo progetto se ne prevedono tre, di capienza maggiore della richiesta del bando: un autosilo da 600 posti in prossimità del sottopassaggio del Duca degli Abruzzi, un parcheggio interrato da 600 posti alla Porta Ovest  e infine, nell’area della Rossani, uno più piccolo del previsto: 300 posti anziché 800 e tutti a servizio delle attività culturali.

NICOLA SIGNORILE

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Pubblicato il 02|05|2013, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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