Espansione urbana: un falso mito.

La città nuova di Milton Keynes nel Sud Est dell'Inghilterra (Buckinghamshire).
La città nuova di Milton Keynes nel Sud Est dell’Inghilterra (Buckinghamshire).

Non è stato, purtroppo, uno degli argomenti su cui si sia giocata la contesa politica dell’ultima campagna elettorale ma dovrebbe essere uno dei temi fondamentali del dibattito civile e ambientale. Per ora è “solo” un appello di associazioni britanniche dal titolo “Smart growth” investment in cities, not more 1980s-style sprawl.

Si tratta di un appello per uno “sviluppo urbano sostenibile” da adottare in tutte le grandi trasformazioni del territorio. La tesi è che il modello di sviluppo urbano impostosi negli anni ’70 e ’80, a prevalente carattere suburbano (come quello che caratterizza la città nuova di Milton Keynes), sia un modello intrinsecamente inefficiente ed energivoro e pertanto non più perseguibile nel futuro. Le nuove espansioni dovranno invece informarsi ai criteri che caratterizzano gli “eco-quartieri” di città come Friburgo e Stoccolma, ossia dovranno essere realizzate soprattutto recuperando aree già urbanizzate e quindi ben collegate al contesto urbano e dei servizi, dovranno comprendere solo edifici efficienti energeticamente e prevedere elevate densità residenziali.

Si tratta, quindi, di interrompere quella che Antonio Cederna (giornalista, ambientalista ma, soprattutto, militante ed intellettuale) chiamava, riferendosi alla crescita urbana omnidirezionale della città di Roma, l’espansione “a macchia d’olio” dei quartieri. <L’eccessivo consumo di suolo libero, favorito da norme di legge ispirate alla più sfacciata deregolamentazione e da rapporti di forza squilibrati fra l’autorità pubblica, la politica, l’amministrazione e, sull’altro versante, l’industria dell’edilizia – che di industria ha molto poco, dilettandosi sempre più spesso in operazioni finanziarie> (Francesco Erbani, Antonio Cederna. Una vita per la città, il paesaggio, la bellezza, Legambiente 2012) ha contribuito alla creazione di un modello di sviluppo urbano insostenibile e, pertanto, non più perseguibile.

La parola chiave, la sfida per un futuro migliore si chiama “densità” come ci spiega Edward Ludwig “Ed” Glaeser, professore di Economia a Harvard, in Il trionfo della città. Come la nostra più grande invenzione ci rende più ricchi e felici, edito in Italia da Bompiani nel 2013 (titolo originale: Triumph of the City. How Our Greatest Invention Makes Us Richer, Smarter, Greener, Healthier, and Happier). L’economista americano non si limita ai soli ragionamenti economici ma riflette anche sugli impatti ambientali dei modelli di sviluppo urbano e ci spiega come <l’impronta di carbonio di chi abita in città è uno stiletto Jimmy Choo numero 36, mentre quello di chi vive nel verde è uno scarpone da montagna 52> perché se nella metropoli gli spostamenti sono brevi, le case piccole e quindi più facilmente climatizzabili e si condividono spazi e servizi, al contrario nei modelli a forte dispersione insediativa (quella che gli americani definiscono sprawl) gli spostamenti si fanno lunghi, costosi e a forte impatto ambientale e le spese energetiche, così come come i costi per la dotazione infrastrutturale e dei servizi, si moltiplicano. Senza contare la distruzione del paesaggio che consegue ad operazioni urbanistiche improntate alla più scriteriata speculazione, quelle che, appunto, Cederna fa rientrare tra le operazioni che impongono alla città un’espansione “a macchia d’olio”. La macchia d’olio è la forma che la città assume quando si espande in tutte le direzioni tirata da <vandali, latifondisti e trafficanti e monopolizzatori di suolo urbano, che tirano furiosamente la città sui loro terreni, strategicamente disposti intorno a essa, e tendono a urbanizzare abusivamente le aree agricole: occorre sventare il loro gioco, normalmente favorito dall’ossequio delle amministrazioni, che valorizzano volentieri le proprietà degli speculatori portandovi i servizi essenziali, incrementando così, col denaro di tutti, gli astronomici, scandalosi guadagni dei “padroni della città”>  (Antonio Cederna, I vandali in casa, Laterza, Bari 1956).

In conclusione, il nuovo modello di sviluppo urbano e sociale da perseguire deve prevedere il ritorno del tema della densità per stabilire un parametro di controllo dell’edificazione capace di assicurare migliori livelli di vivibilità. La densificazione insediativa sarà lo strumento per contrastare lo sprawl, salvando dall’asfalto e dal cemento le aree permeabili che ne formano la rete ecologica.

PASQUALE PULITO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...