PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_02_2013

 Il progetto del Tondo Verde nel Dpp cancella la terza mediana bisLa città più smart parla di ambiente con lingua biforcuta _ Terza mediana bis, favola metropolitana 

Avrà il suo bel daffare, il professor Bruno Gabrielli, ora che si è aggiudicato l’incarico di formare il nuovo piano urbanistico di Bari. L’onore di mandare in soffitta il piano di Ludovico Quaroni ha un prezzo. Gabrielli dovrà difendersi da molti nemici (e questo l’aveva messo in conto). Ma forse non sospettava che sarà costretto anche a guardarsi da chi l’ha scelto. Perché sembra che al Comune abbiano le idee ben confuse. Oppure, dicono i Sioux, parlano con lingua biforcuta. Lo dimostra la vicenda della Terza mediana bis. Da una parte il Comune (prima la giunta e poi il consiglio) approva il Dpp, il Documento programmatico preliminare al Pug, dall’altro la stessa giunta approva un «atto di indirizzo» in aperta contraddizione con il Dpp, che per Gabrielli dovrà essere una specie di bibbia, una verità che non si può mettere in discussione.

La faccenda viene a galla un po’ per caso quando all’ufficio tecnico comunale arriva la richiesta di «ritipizzazione» di un suolo nella zona di Santa Fara. Il terreno, stando al piano regolatore vigente, dovrebbe essere attraversato dalla Terza mediana bis, ma sono passati quasi quarant’anni e il vincolo è decaduto. Il Comune però non risponde né sì né no e il proprietario del suolo, per ottenere la nuova destinazione (l’unica possibile) a verde urbano, si rivolge al Tar che nomina un commissario ad acta per sostituire il Comune inattivo.

Il commissario, l’architetto Francesco Ciccarelli, chiede lumi all’ufficio tecnico che lo rifornisce di una nota della Ripartizione Edilizia pubblica del Comune (n. 25102 del 1 febbraio 2012) e una delibera di giunta (n. 241 del 11 maggio 2012, appunto l’«atto di indirizzo») ma curiosamente omette di far conoscere al commissario un documento ben più importante: il Dpp  che – occhio alle date! – è stato approvato dal Consiglio comunale  l’11 ottobre 2011. Probabilmente il commissario, messo a parte dei programmi futuri della città, avrebbe agito in altra maniera. Fatto sta che si fida delle carte e con una variante anziché… variare il piano regolatore, conferma il vincolo per la Terza mediana bis. La considera un’opera «strategica» e addirittura «attuale», benché la progettazione sia ancora al livello di preliminare e soprattutto non ci sia il becco di un quattrino per realizzarla. Il Comune confida in un finanziamento regionale, ma non ha fatto nemmeno domanda.

Della Terza mediana bis, che avrebbe dovuto collegare lo svincolo autostradale di Bari Nord a via Gentile attraversando i quartieri Stanic, Picone, Poggiofranco, Carrassi, San Pasquale e Japigia, in quasi quarant’anni sono stati realizzati soltanto due chilometri (viale Gandhi) sui dieci complessivi. A questo ritmo (ammesso che ci siano i soldi di  una volta) ci vorrà ancora un secolo e mezzo.

Una favola metropolitana. Di ciò si erano resi conto i progettisti del gruppo del Dpp alla guida del quale, dopo la morte di Gian Luigi Nigro, c’è ora Bruno Gabrielli. E si erano convinti anche del fatto che non si possono replicare gli errori del passato o pensare con la testa dei nonni: così come l’Asse nord sud non sarà più una autostrada ma si trasformerà in un viale urbano, così la Terza mediana bis, in gran parte irrealizzabile, per il tratto superstite dovrà trasformarsi in un boulevard alberato. Altro che doppia carreggiata con guard rail, scavata in trincea a dieci metri di profondità, come prevede il progetto preliminare! La Terza mediana bis – secondo il Dpp – si ferma all’incrocio con l’Asse nord sud, davanti al santuario di Santa Fara. Da quel punto in poi è cancellata per lasciar spazio a un parco agricolo urbano, che prende il nome di Tondo verde, perché è attraversato da un percorso ciclabile anulare. Ed è proprio in quest’area  che si trova il suolo per cui è stata chiesta una ritipizzazione  a verde negata sull’altare della peggiore idea trasportistica che si possa sostenere oggi.

Si legge nel Dpp (p. 121) che «va assolutamente evitata la creazione di un asse che garantisca velocità di percorrenza elevate ai flussi di attraversamento a prezzo di mancati raccordi con la viabilità urbana nord-sud ovvero soluzioni tecniche estremamente impattanti e destinate a creare condizioni di ulteriore degrado dello spazio urbano». Giusto! Ma allora è a dir poco paradossale quel che scrive il direttore della Ripartizione Edilizia Pubblica al commissario (e che Ciccarelli nella sua variante condivide): «Notevoli saranno le benefiche ripercussioni sulla salubrità dell’ambiente in quanto (la Terza mediana bis) contribuirà alla diminuzione dei valori di inquinamento atmosferico ed acustico in tutti i quartieri interessati dal suo attraversamento».

Ecco dunque cosa si intende a Bari per «Smart city»: incentivare l’inquinamento e chiamarlo ecologia.

NICOLA SIGNORILE

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Pubblicato il 20|02|2013, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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