Archivio mensile:febbraio 2013

Strade _ mostra fotografica e incontro con Uliano Lucas

Strade. Locandina della mostra fotografica.Strade è la mostra fotografica ideata dall’associazione barese Fotografi di strada aperta al pubblico dal 16 febbraio al 10 marzo presso la Galleria del Catapano, in strada Palazzo di città 41 a Bari vecchia (accanto al noto panificio Fiore). La mostra si potrà visitare tutti i giorni, compresa la domenica, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

Mostra ma non solo. Domanisabato 23 febbraio 2013, sarà organizzato un incontro con l’autore Uliano Lucas. Durante l’incontro, che avrà inizio alle 17.30 presso la stessa sede della mostra fotografica, sarà presentata la biografia del maestro del fotogiornalismo italiano curata da Lucia Miodini per Bruno Mondadori. Interverranno Nicola Signorile, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno e l’arch. Arturo Cucciolla, docente del Politecnico di Bari.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_02_2013

 Il progetto del Tondo Verde nel Dpp cancella la terza mediana bisLa città più smart parla di ambiente con lingua biforcuta _ Terza mediana bis, favola metropolitana 

Avrà il suo bel daffare, il professor Bruno Gabrielli, ora che si è aggiudicato l’incarico di formare il nuovo piano urbanistico di Bari. L’onore di mandare in soffitta il piano di Ludovico Quaroni ha un prezzo. Gabrielli dovrà difendersi da molti nemici (e questo l’aveva messo in conto). Ma forse non sospettava che sarà costretto anche a guardarsi da chi l’ha scelto. Perché sembra che al Comune abbiano le idee ben confuse. Oppure, dicono i Sioux, parlano con lingua biforcuta. Lo dimostra la vicenda della Terza mediana bis. Da una parte il Comune (prima la giunta e poi il consiglio) approva il Dpp, il Documento programmatico preliminare al Pug, dall’altro la stessa giunta approva un «atto di indirizzo» in aperta contraddizione con il Dpp, che per Gabrielli dovrà essere una specie di bibbia, una verità che non si può mettere in discussione.

La faccenda viene a galla un po’ per caso quando all’ufficio tecnico comunale arriva la richiesta di «ritipizzazione» di un suolo nella zona di Santa Fara. Il terreno, stando al piano regolatore vigente, dovrebbe essere attraversato dalla Terza mediana bis, ma sono passati quasi quarant’anni e il vincolo è decaduto. Il Comune però non risponde né sì né no e il proprietario del suolo, per ottenere la nuova destinazione (l’unica possibile) a verde urbano, si rivolge al Tar che nomina un commissario ad acta per sostituire il Comune inattivo. continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 13_02_2013

palazzo MonteleoneLa città pubblica venduta sottocosto _ Villaggio Trieste e Murattiano, stessa sorte

Il «Giorno del ricordo», domenica scorsa, ha riacceso l’attenzione sul «Villaggio Trieste», costruito fra il 1953 e il 1956 per dare un tetto ai profughi giuliano-dalmati. Per decenni, in quelle 27 palazzine ha vissuto una comunità compatta, in scarse relazioni con la città, oggi ridotta ad una minoranza: «I baresi si sono impossessati del nostro villaggio», dice chi  è rimasto.

La stessa commissione edilizia che approvò il progetto degli «alloggi per profughi» presentato dello Iacp esaminò pure la richiesta di demolizione di un edificio in via Sparano, che allora si chiamava via Vittorio Veneto. Istruttiva coincidenza, perché si tratta di due decisioni speculari: nel primo caso, via libera alla speculazione fondiaria; nel secondo, nulla osta alla speculazione immobiliare; nel primo caso, insensato consumo di suolo e frammentazione urbana, nel secondo dissennata densificazione del centro murattiano.

Due decisioni esemplari della gestione della città al tempo di Calza Bini e Piacentini, gli architetti romani chiamati a seppellire il piano regolatore di Concezio Petrucci e a creare le basi di quella privatizzazione dello spazio pubblico che sarà una costante delle vicende urbane della seconda metà del Novecento barese. E non pare che vi sia ancora una inversione di tendenza: la recente costruzione di appartamenti per le forze dell’ordine (i cosiddetti Art. 18) in aree destinate dal piano regolatore ai servizi, al verde e all’agricoltura ne è una  plastica rappresentazione. continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 06_02_2013

1935241474_8HKZn62f_bird5C27s-eye_view_of_Saemanguem_Industrial_ComplexNella Smart city tra furbetti e nuovi <citizen>_La città del futuro oggi in Fiera

Avranno meno di un’ora per dire chi sono e cosa vogliono fare. Stamattina allo Smau Bari, in Fiera, debutto in pubblico dell’associazione Smartcitizen. Il gruppo si è costituito l’anno scorso e finora ha avuto una vita limitata all’infosfera dei social network. Ma a dimostrazione che la democrazia 2.0  non basta a se stessa, Smartcitizen approda allo spazio concreto dell’incontro pubblico e sono così tanti quelli che hanno qualcosa da dire, che l’iniziativa prosegue domani nello Smartparty, alle 19 nel centro Abusuan, a Bari vecchia.

L’intenzione di chi ha dato vita a Smartcitizen è di elaborare e fornire progetti utili alla Smart city, condizione alla quale aspira anche la città di Bari, partecipando al bando europeo per i relativi finanziamenti. Pur senza grandi chance nella competizione, bisogna dirselo. Ma questa è una di quelle situazioni in cui davvero l’importante è partecipare, perché significa darsi comunque un orizzonte un po’ meno angusto e almeno desiderare di essere una «città intelligente». Si può tradurre così il termine Smart city, che fa riferimento ad un modello messo a punto nella Carta di Southampton, nel 2006. L’intelligenza di cui si parla è una intelligenza ibrida, al tempo stesso artificiale e naturale. Due sono i pilastri della Smart city: sviluppo delle tecnologie della informazione e delle comunicazione (Itc), da una parte, investimento sulle risorse umane e la creatività, dall’altra. continua a leggere

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