PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 22_02_2012

Veduta aerea di Torre Carnosa

A Torre Carnosa spiaggiano cipolle e siluri _ Un progetto di Paolo Caputo

Torre Carnosa raddoppia. Sugli stessi terreni in riva all’Adriatico – quelli che il piano regolatore chiama «maglia 47» – di progetti ce ne sono ben due. Oltre quello illustrato due settimane fa in questa rubrica e firmato da Smn-G.L. Sylos Labini con la Ecosfera Spa, un’altra proposta di Piru (Programma integrato di rigenerazione urbana) è arrivata sulle scrivanie della Ripartizione urbanistica del Comune di Bari. La firmano lo studio milanese Caputo Partnership e un gruppo di   proprietari dei suoli (che sarebbero maggioritari).

Inevitabile il tentativo di mettere insieme tutti i proprietari e di far collaborare i diversi progettisti. E, in buona sostanza, è questo ciò che si sentirà dire oggi a Bari negli uffici comunali,  l’architetto Paolo Caputo. A naso, l’impresa ci pare davvero ardua. Del progetto di Sylos Labini abbiamo già detto e mostrato, tra apprezzamenti e qualche riserva.  Del progetto di Caputo possiamo dir poco, giacché i committenti non hanno ancora autorizzato l’architetto a diffondere disegni e notizie. Ma da quel poco che si sa, le strategie progettuali sono assai diverse, se non opposte. Condivisa è solo la scelta di accorpare una nuova area, a monte della maglia 47 e cioè tra l’attuale linea dei binari e la via Gentile (un’area destinata a verde urbano dal Prg) e dislocare su questi suoli parte degli edifici, in modo da dimezzare il poderoso indice di fabbricabilità ancora esistente sulla costa (5 metri cubi per ogni metro quadro). È una ulteriore conferma – sia detto per inciso – che non c’è alcun bisogno di inventarsi pericolosissimi crediti edilizi per «garantire» le aspettative dei proprietari decurate dai vincoli paesaggistici: basta il buon vecchio «piano di comparto». E  questo grazie al tanto disprezzato Quaroni che spalmò aree verde e aree agricole intorno alle zone «direzionali».
Il progetto di Caputo abbraccia un’area ben più ampia del concorrente, si spinge fino a Punta Perotti  e prefigura la costruzione di una galleria di arte contemporanea  sull’acqua (il milanese non sa nulla del Bac di Chipperfield al teatro Margherita, evidentemente!) ma concentra nel settore di Punta Carnosa l’intervento edilizio.
Si tratta, sostiene il  prof. Paolo Caputo che insegna al Politecnico di Milano e firma il nuovo grattacielo della Regione Lombardia,  di «costruire un pezzo di città fondato su una intensa interrelazione fra volumi, spazi aperti e sistemi paesaggistici, ad alto tasso di qualità morfologica e figurativa, di grande riconoscibilità, carattere e identità». Chi ha visto le tavole e i rendering li racconta a gesti, con un movimento della mano semi-aperta, come se girasse una manopola.  Poi si affida alle metafore più fantasiose: riccioli, trucioli, bucce d’arancia, cipolle, siluri, supposte. Dietro la irrispettosa e certamente ironica narrazione si indovinano le forme degli edifici e la loro «qualità  figurativa». Palazzi curvi, alti 5 o sei piani,  e  piccole torri a forma di ogiva di 8, 10 e 12 piani. In tutto, due dozzine di edifici, per due terzi destinati a residenze (378mila mc) e per il resto a terziario  (162mila mc). Metà fra il mare e la nuova strada – un boulevard- realizzata sul tracciato attuale della ferrovia da spostare, metà tra il boulevard e via Gentile.
È una proposta che non mancherà di suscitare contestazioni,  per il forte impatto paesaggistico e la indifferenza delle decisioni compositive rispetto ai luoghi.

Ma ora la vicenda che si sta aprendo sul futuro di Torre Carnosa rende sempre più urgente una decisione pubblica, globale e preventiva sulla costa Sud. Anche alla luce degli altri progetti che stanno per essere recapitati negli uffici di via  Abbrescia. Da tempo – infatti – l’architetto  milanese Ottavio Di Blasi sta lavorando ad un progetto commissionato dai Matarrese (a loro volta in attesa di una soluzione definitiva alla vicenda  di Punta Perotti). Di Blasi allarga lo sguardo all’intero lungomare, fino a Torre Carnosa e oltre.

E intanto muove i primi passi l’iniziativa del Cerset (il Centro per le ricerche socio-economiche e del territorio) che ha coinvolto lo studio MBM di Barcellona, cioè Oriol Bohigas e soci, per disegnare un piano dell’intera costa, da Punta Perotti alla marina di  San Giorgio. Dopo un incontro a Bari tra il presidente del Cerset, Lorenzo De Santis, e l’architetto catalano  Oriol Capdevilla, la proposta di Bohigas & C. si riassume così: prima un masterplan (coinvolgendo la facoltà di Architettura di Bari e in generale il Politecnico), poi un concorso riservato a giovani professionisti (non più vecchi di 31 anni). Terza tappa, un workshop dal quale far nascere un progetto urbano. Quando si dice avere metodo!

NICOLA SIGNORILE

Annunci

Pubblicato il 22|02|2012, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: