Archivio mensile:gennaio 2012

Mediterre 2012 _ cantiere euromediterraneo della sostenibilità

http://mediterre.regione.puglia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=22:programma&Itemid=56

dal 31 Gennaio al 4 Febbraio 2012 _ Bari

” Mediterre è una manifestazione, giunta alla VII edizione, organizzata dall’Assessorato alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, in collaborazione con la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali, dedicata ad autorità nazionali e locali, enti di gestione, istituzioni scientifiche, imprese ed associazioni che operano nella tutela delle risorse naturali e nella promozione dello Sviluppo Sostenibile. La manifestazione è volta a consolidare in Puglia uno spazio di incontro e di confronto, per la conoscenza, l’approfondimento e la diffusione di tematiche concernenti la conservazione e la valorizzazione delle aree protette, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile, quale modello da perseguire anche attraverso la valorizzazione e la fruizione dei beni naturali, ambientali e culturali delle diverse aree del Mediterraneo ed il confronto tra le diverse realtà territoriali di tutto il bacino. “

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 25_01_2012

progetto di Chipperfield per il nuovo Centro per le arti contemporanee_ BariIl museo conteso tra la Rossani e il Margherita _ Un groviglio per Chipperfield

Oggi dovrebbero incontrarsi i rappresentanti di Comune e Provincia di Bari e Regione Puglia per affrontare gli aspetti tecnici della costituenda Fondazione Bac, cioè per realizzare (nelle intenzioni di Emiliano) un museo di arte contemporanea nel teatro Margherita. Lunedì prossimo è convocata la segreteria cittadina del Pd per decidere quale posizione assumere circa il destino della ex caserma Rossani. I due fatti sono strettamente legati, come avevamo previsto («Richiamate Chipperfield, l’arte trasloca alla Rossani», 21 dicembre 2001).

Per realizzare il museo Bac al Margherita il Comune ha bisogno di una bella cifra (16 o 22 milioni di euro, a seconda dello «scenario», solo per il restauro) che ovviamente non ha e che chiede alla Regione.

Per evitare di consegnare l’area della ex Rossani ai privati per un numero ancora imprecisato di decenni (quelli che se ne intendono usano l’eufemismo project financing) il Comune disponendo solo di 13 milioni ne ha bisogno di altrettanti che ha chiesto sempre alla Regione Puglia.

La Regione Puglia è disposta a spendere per la Rossani quei soldi, ma a condizione che servano a realizzare un centro per l’arte contemporanea: esattamente quel che dovrebbe essere il Margherita in versione Bac. È chiaro che una cosa esclude l’altra, sebbene il sindaco Emiliano sia convinto che si possano realizzare entrambi i progetti in una città che non riesce a trovare un posticino decente per riaprire la biblioteca di Carrassi (era nella Chiesa russa ma è stata sfrattata dall’amichevole clero ortodosso).

Una calzante metafora della vicenda che si avvita su se stessa ci sembra la scala elicoidale progettata dall’architetto inglese David Chipperfield per aggirare (o forse eludere) l’insormontabile ostacolo alla trasformazione del teatro Margherita in museo: quello che egli stesso definisce (a pagina 12 del suo studio di fattibilità) «l’assenza di uno spazio centrale utile alla circolazione» giacché «la tipologia stessa di circolazione è diversa: nel Teatro la circolazione è di tipo disperso, nel Museo la circolazione è di tipo concentrato, centrale». Chipperfield immagina di dividere il Margherita in tre diverse e separate aree ma «in realtà – ammette – volendo adeguare le aree secondo gli standard tipici dei musei contemporanei sarebbe necessaria una quasi completa ricostruzione del teatro che comporterebbe da un lato un notevole dispendio di denaro e dall’altro il rischio di perdere le caratteristiche esistenti del teatro stesso». È per questo che ci siamo permessi di suggerire al sindaco di richiamare Chipperfield e di sottoporgli, a questo punto, la più conveniente ipotesi dell’area ex Rossani.

Il problema, però, è che l’incarico a Chipperfield non è stato affidato da Emiliano, ma dalla Fondazione Morra Greco di Napoli, il partner privato del Comune nella faccenda del Bac. È la fondazione partenopea che ha consegnato a Emiliano uno studio di fattibilità (un altro!) in cui dice di se stessa come se parlasse d’altri: «La Fondazione Morra Greco appare particolarmente adatta alla collaborazione per l’avvio della struttura barese, su tutti i fronti dell’operazione». Senza temere eccessi di modestia, la stessa fondazione afferma di possedere «uno dei patrimoni artistici più interessanti tra le collezioni di uso pubblico nazionali» ma anche (clamorosa contraddizione) che «la maggior parte di tali opere non è mai stata mostrata in pubblico». Insomma: fidatevi!

Con la Fondazione Morra Greco il Comune ha sottoscritto uno schema di convenzione approvato dalla giunta comunale nella seduta del 27 ottobre 2010. È l’atto su cui si basa la riunione odierna, perché definisce i criteri generali del rapporto tra partner pubblici e privati e la distribuzione degli oneri. Per esempio quelli che si possono prevedere con lo studio di fattibilità: i primi due anni se ne vanno per mettere su il museo, l’attività inizia dal terzo con costi di gestione per 2 milioni e 441mila euro, a fronte di minori entrate che lasciano un deficit di un milione e 541mila euro (il 60%). Nei due anni successivi la situazione non cambia granché. Inevitabile deficit di una istituzione culturale. Ma chi paga questi soldi? Non la Fondazione Morra Greco che retribuisce la direzione artistica da se stessa scelta e imposta alla Fondazione Bac, ma il Comune di Bari il quale (art. 6 dello schema di convenzione) «si impegna a sostenere lo spending deficit delle attività nei limiti dello studio di fattibilità gestionale», elaborato dallo stesso partner napoletano. Un chiarissimo esempio di efficiente e vantaggiosa partnership pubbico-privato.

Già, ma vantaggiosa per chi?

NICOLA SIGNORILE

La città di Superman

"Site specific_Roma_04-2004" | foto di Olivo Barbieri

“… è la città di Superman e dei fumetti che la vita reale si appresta ad imitare…”

[ Marc Augé ]

Intervista a Salvatore Settis

http://www.youtube.com/watch?v=C5yiOyVsThg

intervista rilasciata da Salvatore Settis per Annozero | 16.04.2009

Gennaio 2012. Nasce questo blog.

Nasce dall’esigenza di creare un circuito di informazioni, dialogo, conoscenza intorno alla cultura.

Fulcro è Bari, città controversa, in cui si spera ancora.

Il flusso di parole partirà da Bari, spesso andrà oltre, a volte arriverà da lontano.

Crediamo nella potenza del web e del passa-parola; ed è per questo che pensiamo al blog come luogo attivo, di scambio e partecipazione.

Buona interazione!

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